Spazio per pensieri liberi e disordinati, tra ricordi passati e riflessioni giornaliere.

Novembre 2025

È ormai passato un anno da quando ho cominciato a scrivere qui. È cominciato per caso, un modo per parlarne senza poterlo fare con te, o con le persone intorno a me.

L’hai detto tu stessa: “parlarne è liberatorio”, anche se di certo non vorrai sentire nulla di tutto questo. E allora lo racconterò qui, scrivendo come se stessi parlando con te perchè così mi viene più naturale.

Qui, dove chiunque può leggere senza nemmeno conoscermi.
Sarà un pò come buttare in mare messaggi in una bottiglia.

Novembre 2025

38 anni fa è la prima volta che ti ho incontrata.
Questo è il primo ricordo che ho di te.

Niente di romantico quel giorno: gironzolavo per le strade con un amico sui nostri motorini, quando lui ti ha vista a bordo strada e si è fermato per attaccare discorso.

Sono rimasto un pò in disparte, lui era chiaramente interessato. Ero quasi distratto, tanto che ho sbagliato a capire il tuo nome per due volte, e per due volte mi hai corretto. Non è successo molto altro quel giorno, se non che dentro di me ho pensato “è bellissima!”.

Da li i miei ricordi saltano a poco tempo dopo: mi avevi inaspettatamente telefonato o forse l’avevo fatto io.
Ho preso il mio motorino e sono venuto dalle tue parti.
Avevate una piccola compagnia nella via dove abitavi, che ho cominciato a frequentare.
Avevi il ragazzo e avevi un’amica, con cui da li a breve avrei avuto una relazione.

Qualcosa però mi ribolliva dentro: il fastidio di vederti abbracciata al tuo ragazzo mi creava disagio, senza che ne capissi il perchè.
E cresceva la consapevolezza di non essere a mio agio con la tua amica, anche qui, senza motivo.

Poi ho scoperto che tu eri interessata a me. Ed io a te. Questo avrebbe capovolto il mondo.

Novembre 2025

Caro Amore mio

oggi mi trovavo in una stanza silenziosa
con un vecchio orologio a pendolo
come quello enorme che dominava la sala dei miei nonni.
E’ un oggetto raro di questi tempi, mi ha riportato a piacevoli ricordi ormai andati.

Il rintocco metallico e costante
segnava l’avanzare del tempo.

Normalmente quel suono ripetitivo
sarebbe stato filtrato dalla mente, ma questa volta no.
Allora ho immaginato, per gioco,
che fermando con la mano il grosso pendolo
il tempo potesse arrestarsi,
o che muovendolo al contrario avrei riavvolto il tempo.

Questo oggetto un po’ nostalgico è stata la scintilla,
come tante altre volte lo è stato qualche evento casuale,
che inaspettatamente accende il pensiero di te, quasi ogni giorno.

Tornare indietro nel tempo.. fino a dove..

Il pensiero esplode e mi travolge,
per poi lasciare spazio alla disperazione;
tornare a quei giorni e sapere che non ti rivedrò mai più.
Questi sentimenti diventano presto dolorosi e insostenibili,
e sono costretto a cancellarti dalla mia mente per non impazzire.
Anche doverti cancellare ogni volta dalla mente è doloroso, è come perderti di nuovo,
ancora e ancora.

A volte invece ti lascio vagare di più nella mente,
com’è successo oggi,
perchè comunque è il pensiero meraviglioso di te.

E pensavo che se io non posso ricevere il tuo Amore,
spero almeno che il mio ti possa raggiungere,
in dono, silenziosamente, così che tu
possa vivere amata e felice.

Io con te ce l’avrei messa proprio tutta per farti felice
ma il tempo non torna indietro.
Posso solo sperare che qualcuno entri in questa stanza silenziosa
e che mi distragga con le banalità di tutti i giorni.
O che magari mi doni un sentimento più potente di questo.

ciao Amore mio
e buona vita.

Gennaio 2026

Buon Anno nuovo.

Al termine dello scorso, anche il mio papà ci ha lasciati e questo aggiunge tristezza di fondo che rimarrà a lungo.
Ha fatto tanto per me, ha reso la mia vita migliore oltre ad avermela salvata più volte. Gliene sono profondamente grato.
Ora riposa a fianco della sua compagna di una vita, che non è stata da meno.
Quello che hanno fatto mi protegge ancora oggi e mi dona serenità.

Ma la vita continua: nuovi propositi, nuovi auspici, la speranza che questo sia l’anno della rinascita.
Però ci devo mettere del mio, perchè la vita è breve, non si può rimanere in attesa e basta. Le cose non succedono rimanendo in disparte.

E tu, l’hai passato bene il passaggio al nuovo anno, perduto Amore mio?

Gennaio 2026

L’amore è una questione di tempo
anzi: di tempismo

Siamo stati assieme forse poco tempo
è stato bello e indimenticabile.

Una volta mi regalasti un golf di lana grossa con bottoni
in legno e un’altra volta mi portasti in un negozio e mi comprasti un cappotto.
Abbigliamento che non avrei mai messo di mia iniziativa,
non che mi dispiacesse, amavo qualsiasi cosa venisse da te. Semplicemente vestivo diverso.

E qualche volta mi dicevi che avrei dovuto mettere su qualche muscoletto in più:
ero giovane e acerbo, un fisico assolutamente privo di qualsiasi grasso
ma sicuramente ancora non da uomo.
Lo dicevi senza disprezzo, era un pensiero sincero,
ma lo dicevi.

Erano tutti indizi
Solo molto tempo dopo mi sono chiesto se
tu desiderassi una persona più adulta e matura.

In amore bisogna avanzare con lo stesso ritmo
tanto più a quell’età, dove si cresce anche come persona.

Certi incontri avvengono nel momento perfetto
poi per portarli avanti, bisogna suonare allo stesso ritmo

Era solo una questione di tempo, anzi
di tempismo.

Gennaio 2026

Non posso vederti
non posso sentirti
non posso parlarti
non posso fare nulla con te
non posso fare nulla per te.

Ma se un giorno vorrai una parola,
se un giorno avrai bisogno di un rifugio,
se un giorno vorrai la mia vita,
cercami: io sarò alla fine del mondo,
dove il tempo si ferma.

Gennaio 2026

3 Parole

“Lui”
Ci ho pensato spesso
lui, è la persona che sta dove vorrei essere io
che accompagna la tua vita
“la persona più importante della mia vita”,
sono parole tue, taglienti come una lama
che affonda senza trovare resistenza.
Dovrei odiarlo,
lo penso ogni volta per una frazione di secondo,
però:
se lui è la persona che hai scelto di avere al tuo fianco,
se lui ti rende felice,
se ti riempie e ti completa,
se è il tuo amante, il tuo complice e un amico,
se è degno di rispetto,
se sa sorprenderti,
se qualche volta ti batte il cuore e tremano le mani
ancora oggi quando sei con lui,
se ama il tuo sorriso perdutamente,
se si perde dentro i tuoi occhi,
allora non posso augurargli il male
perché sarebbe come farlo a te.
Non l’ho mai conosciuto,
ci ho parlato pochissime volte
non so proprio che tipo di persona sia,
ma mi son sempre chiesto cosa abbia di speciale.
Se mai dovesse capitare,
se lo dovessi incontrare,
se mai dovessimo parlare di te:
gli direi di non farti mai del male
e di avere cura di te.

Rimpianto
Ho conosciuto tanti tipi di dolore e paure,
sono stato ad un passo dalla morte,
con il corpo distrutto,
ho le paure che hanno tutti nella vita,
ma tutte queste cose prima o poi, passano,
o si trova il modo di conviverci.
Il rimpianto di aver perso la cosa
forse più importante della mia vita no.
Tra tutti, è quello più forte.
Può durare per sempre
è un dolore che non mi lascia mai
che non posso cancellare
costante e inarrestabile
una cosa da cui non si torna indietro.
E se non avrò la possibilità di vincerlo
con qualcosa di più grande
probabilmente sarà l’ultimo mio pensiero.


Sincero
o meglio: sincero con me stesso.
Ho passato tutti questi anni
cercando di distorcere, deviare, negare
e soprattutto cancellare due cose innegabili:

che io ti Amo.
chi io Amo.

Devo smetterla di ingannarmi:
per me l’Amore è la cosa più importante,
il motore, l’inizio, la destinazione e anche il viaggio.
E’ la sorgente di tutti gli altri sentimenti,
è il cosmo che mi appare se chiudo gli occhi,
la luce che vedo se li apro.
E’ la spinta ad essere migliore,
l’energia per alzarmi ogni mattina,
è la ragione per sorridere al mondo.
Ebbene non posso perdere tutto ciò:
anche se non ricambi
non cercherò più di smettere di amarti,
perchè questo non è possibile.
E ricomincerò ad amare tutto ciò che mi circonda,
perché non sto realmente vivendo.
Voglio smetterla di sprecare la mia vita
perchè amo anche questa.


Marzo 2026

Come tante sere mi dirigo verso casa
il sole è appena tramontato, il cielo è meno chiaro.
Improvvisamente mi accorgo di aver preso
senza accorgermene, un’altra strada:
sto guidando verso il paese
della mia infanzia.

Invece di cambiare direzione
mi soffermo ad osservare il paesaggio intorno:
ho percorso quelle vie migliaia di volte,
ma sono passati anni.
Riconosco piccoli e grandi cambiamenti
e in breve mi trovo di fronte alla casa
dove sono nato.
Anche lei ha subito cambiamenti,
ma è sempre la stessa casa.
Ci abitano degli sconosciuti ora,
perciò smetto di guardare dal cancello
e torno indietro.

Sto ancora guidando distratto,
e di nuovo prendo la via sbagliata:
mi sto dirigendo verso il paese sotto.
Ed è in quel momento che capisco:
volevo inconsciamente andare in “quella” via.

Un pò stretta, alcune curve,
affiancata dal bosco da un lato,
da case basse dall’altro.
Riconosco l’ingresso dei garage
dove a volte ci appartavamo.
Riconosco il punto dove,
mentre venivo da te,
ho avuto il piccolo incidente: la strada viscida
ha fatto saltare il nostro appuntamento.
Arrivo al piazzale dove ci incontravamo sempre,
quasi mi aspetto di vederti,
ma ora è deserto: provo un irragionevole dispiacere.

Parcheggio la mia auto, e mi siedo sulla ringhiera,
come facevamo sempre: il silenzio è assordante.
Nella mia mente echeggiano le voci di tutti.
Mi volto a sinistra e vedo la casa della tua amica,
poco prima gli scalini che scendono verso casa tua,
ricordo le volte in cui ci sono entrato,
tua madre con una sigaretta in mano,
la tua camera con un poster di un cantante pop..
Mi salta il cuore in gola quando spunta una donna,
ma è solo una passante.
Lo so bene che non abiti più qui,
trovarti non è il motivo che mi ha inconsciamente
guidato: si tratta di ricordi.

Volevo bere dai ricordi
che ora riaffiorano con troppa chiarezza.
Mi sorprendo ad inspirare profondamente,
quasi a voler riconoscere il tuo profuno nell’aria.

Fortunatamente non passa più nessuno,
ho il tempo di asciugare le lacrime
e calmare il cuore stretto in una morsa.
Tutto questo è troppo e troppo forte,
chiudo tutto nello scrigno
e guido verso casa.

Solo una cosa non riesco a rinchiudere:
il fatto che ti Amo.

Maggio 2026

Come Comete

“E’ quella cosa che ti rimane sempre qua dentro
in fondo allo stomaco.

Pure quando sei sicuro che ormai hai scartavetrato via tutto e pensi che non ti può più far male.

Ma invece rieccola, che ti fotte sempre.
Ti ammazza e ti riammazza mille volte in una vita sola:

La speranza che questa volta è quella buona.”

Zerocalcare – Due Spicci


Giugno 2026

Grazie per

Eccomi qua di nuovo,
ho ancora bisogno di sfogarmi.

Ancora una volta, mi trovo a rileggere
le parole scritte due anni fa.
E’ incredibile, mi sembra ieri.
E il fatto che mi sembri ieri
mi fa capire che devo andare avanti.

Però va detta una cosa:
l’unico punto di contatto tra noi
è quella comunicazione scritta,
fatto di due messaggi casuali all’anno quando capita,
messaggi di saluti o auguri al massimo.
Non che per te abbiano qualche significato particolare,
sarà come salutare una persona conosciuta in
un lontano passato, come si farebbe con un vecchio amico
di cui si sono perse le tracce, oppure
un vecchio compagno di classe,
un vecchio vicino di casa..
Conoscendoti sapevo che se solo avessi provato
a dirti qualcosa di più, si sarebbe chiusa per sempre
ogni via di comunicazione.

Però quella volta due anni fa non ne ho potuto più:
probabilmente non sapevi nemmeno cosa ne fosse stato
di me in questi anni, e perchè mai avresti voluto saperlo?
Volevo che tu sapessi di tutto questo tempo
passato ad amarti silenziosamente ed ininterrottamente.
Anche a costo di perdere l’unico modo per comunicare.
Volevo solo che tu sapessi, volevo riuscire
a dirti quelle parole che finora
pesavano come piombo nel mio cuore.

E quando me ne sono uscito d’improvviso in quel modo
scrivendo di cose che non potrei dire a nessuno sulla terra,
ero certo che sarebbe stato l’ultimo atto.

Avresti potuto rigettare tutto e bloccarmi per sempre.

Invece hai letto tutto, mi hai spiegato gentilmente
di non poter ricambiare i miei sentimenti,
mi hai augurato di superare questo momento,
di ritrovare la serenità.
Mi hai abbracciato virtualmente, e mi hai anche detto che
se avessi avuto bisogno di sfogarmi, avrei potuto scriverti.

Ma io non voglio sfogarmi con te,
vorrei parlarti d’amore, di cose belle della vita,
o anche solo del più e del meno.
Perciò non voglio darti un peso,
piuttosto ti ringrazio perchè
poterti dire tutto mi ha sollevato anche solo un pò.

Sono sicuro che molte persone che hai incontrato nella vita,
ti abbiano giudicata dalle apparenze.
E’ sempre successo finchè ti ho potuta guardare.
Ma questa tua sincera gentilezza, che mostri quando vuoi,
è uno dei motivi per cui mi sono innamorato di te.

Grazie per essere stata gentile.

Agosto 2026

Quella sera

Non me la spiegherò mai.

In quel periodo io e te non eravamo più assieme,
il periodo in cui quasi ogni sera mi vedevo con lei: andavo sotto casa sua, citofonavo, lei scendeva ed uscivamo.

Quella sera mi presentai sotto casa sua come al solito, ma lei mi disse che non poteva. Fu così vaga e sfuggente che mi incuriosì. Forse anche qualche pensiero di gelosia passò per la mia mente, tanto che senza pensarci troppo girai l’auto e parcheggiai poco lontano: ero deciso a scoprire perchè non voleva dirmi nulla.

Da molto tempo tu avevi detto chiaramente che era finita tra noi,
e lei sicuramente non voleva avere nulla a che fare con te: la persona che tormentava il mio cuore e rappresentava l’ostacolo più grande per la sua storia,
perciò la mia sorpresa fu grande quando ti vidi spuntare sotto casa sua.

Mi sentivo sbagliato, li a spiare voi due in mezzo alla strada, ma ormai era tardi per andare via e la sorpresa era tale che non riuscii a muovere un passo: continuai a guardare.

Non era un incontro a sorpresa: dopo pochi secondi tu e lei andaste via, come se foste d’accordo, come un’uscita programmata tra due amiche.

Eppure non vi siete mai frequentate, l’unico punto di contatto tra voi ero io: ti aveva forse chiamata lei per dirti qualcosa? O eri tu che volevi accertarti di qualcosa su di me? Di cosa avete parlato?

Non so perchè ma sento che quella sera qualcosa di decisivo è successo e riguardava me, forse qualcosa che avrebbe potuto cambiare il corso della storia. O forse no.

Domande a cui non avrò mai risposta, domande che si perdono nel tempo.